sabato 20 giugno 2009

Il mio concetto di democrazia

Vorrei scrivere nuovamente qualcosa di personale, questa volta a proposito di democrazia. Del mio concetto di democrazia.
Come sempre i miei sono pensieri scritti un po' di getto, magari un po' sfrontati, un po' grezzi ma sicuramente schietti e sinceri.
Democrazia significa governo del popolo. Ora, se il popolo si disinteressa alle "cose comuni", ha senso che esprima le sue opinioni con lo stesso potere di uno che se ne interessa, che spende tempo, energie, soldi?
Secondo me no, nel modo più assoluto. Il sistema di voto attuale è drogato, è fittizziamente democratico. Nell'essenza è un sistema antidemocratico. Visto che ciò conta è l'essenza, non la facciata (se non si era ancora capito dai miei discorsi!), ne conseguono alcune considerazioni:
- chi non si informa, non si interessa, non ha coscienza della realtà e va a votare, nel farlo è condizionato da stereotipi, luoghi comuni... La sua non è partecipazione alla vita democratica ma APPOGGIO AL SISTEMA che più di altri, grazie alla capacità di farsi sentire (che dipende anche molto dai SOLDI), dalla bravura nel comunicare (marketing politico), riesce a condizionare una coscienza molle, plasmabile soprattutto con argomentazioni che puntano sull'emotività e non sulla razionalità. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la democrazia: il voto di costui andrebbe negato.
Se si concorda fino a qui, ci si può accordare sul come, non è un problema.
- se i politici hanno commesso dei crimini non possono governare. Perchè solo alcuni esponenti politici - e con essi i loro elettori - sono d'accordo con una considerazione così semplice e banale? Perchè l'Italia è un paese di trafficoni, aummaummoni, clieantari, pappamolli e mafiosi. Che condizionano la cultura più di quanto riescano a fare persone di buona volontà.
Per me democrazia significa che al governo devono andare persone con degli ideali, con dei valori,
con un minimo di cultura. Se non è così è come avere dei ginecologi misogeni: che senso ha?
Nessuno, pertanto non c'è niente che abbia a che fare con la democrazia con politici che pensano al loro tornaconto prima del bene comune.
In sintesi: voto a chi si interessa il bene comune, rappresentanza a chi interessa il bene comune.
E' questa un'affermazione da comunisti? Fascisti? Bigotti?
Non me ne frega niente, sinceramente. Gli ideologisti non hanno a che fare con la democrazia, tantomeno con me.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao Paolo,
ho letto attentamente quello che dici, mi viene solo da farti una raccomandazione: attento.
la tua concezione di democrazia è assai simile a quella della repubblica democratica cinese o dell'iran. Ti spiego perchè.
Sarebbe bello nell'utopia poter distinguere il voto buono da quello cattivo, ma selezionare il voto significa dare voce solo ad una parte del popolo allora sarebbe oligarchia e non democrazia perchè ci sarebbe l'esclusione di qualcuno.

il fatto che i politici siano "puliti" è una cosa assai auspicabile, diciamo che si potrebbe iniziare cn il mettere le preferenze, un po d pulizia si farebbe già.

dici che ci devono andare persone cn cultura e ideali, allora rimangono Dario Fo e Buttiglione perchè Berlusconi è in giudizio in parecchi processi, DiPietro non ha cultura, Fini non ha valori, Franceschini pure, Bossi non ha cultura (ne ha una tutta sua), Ferrero non ha cultura.......

la tua idea quindi nn è di democrazia ma di oligarchia. governo eletto da pochi cn rappresentanza di pochi.

Preferisco la peggiore delle democrazie alla migliore delle oligarchie.

PA ha detto...

Ciao Andrea,
non si capisce dal tuo commento perchè sia errata la mia prima considerazione.
Ti faccio un esempio: per avere una laurea basta compiere 18 anni?
Per guidare l'auto basta compiere 18 anni?
E per guidare la moto o il camion, o andare sott'acqua di 37 metri?
Potrei continuare per ore: la risposta sarebbe sempre no ma nessuno penserebbe che siamo in un paese oligarchico o in generale non democratico vedendo tutti questi dinieghi.
Il punto è: è corretto che un ignorante prenda decisioni? Per me no. Come non è corretto che guidi uno che non sa guidare.
Come si decide che uno sa guidare o sa costruire una casa?
Ci sono delle regole, tutto qui.

Anonimo ha detto...

allora io ti chiedo cos'è l'ingoranza? per URSS era una cosa, per gli illuministi era un'altra e chi era contro veniva rieducato o ucciso(come ora in cina e korea del nord o a cuba).
di conseguenza io ritengo che anche chi è ignorante possa scegliere nella sua ignoranza, se la cosa è pubblica (res pubblica) allora è di tutti anche degli ignoranti altrimenti è un'oligarchia platonica ovvero governata dai saggi.
in fondo pensa all'iran di oggi c'è a capo una persona considerata corretta e irreprensibile, un consiglio dei guardiani che vigila su cosa sia giusto e un voto espresso secondo ciò che è la "volontà" popolare, piccolo problema si fa passare per democrazia una oligarchia...
AA

PA ha detto...

L'ignoranza è un concetto che si può trovare sul vocabolario o sulla bocca di chi lo usa sulla base della propria esperienza oppure sulla base di criteri stabiliti, condivisi e codificati, come per esempio a scuola. In quest'ultimo caso è "formalmente" ignorante uno che per esempio viene bocciato alla fine dell'anno o ad un esame (e che quindi non ottiene una serie di "diritti").
A capo dell'Iran c'è una persona tutt'altro che corretta ed irreprensibile tant'è che tutte le democrazie occidentali hanno denunciato, chi più, chi meno, i fatti di violenza.
Questa considerazione è valida ovviamente per chi crede che esistano concetti come realtà e valori assoluti (messi in dubbio da Cartesio in avanti).
Ripropongo dunque la domanda irrisposta.

Anonimo ha detto...

i concetti come dici sono concetti condivisi, sappi che l'enciclopia modernamente intesa nacque con l'illuminismo e chi non era d'accordo perdeva la testa come nemico del popolo, e lì c'erano gli intelletuali a decidere il giusto e lo sbagliato e fecero un massacro.
potremmo dire (x esempio)che solo chi ha fatto il liceo classico ha la cultura per votare perchè è l'unico liceo che non è tecnico ma svaria su tutti i fronti....ovviamente non sarebbe corretto.
quanto Tutti decidono, decidono forse non per il meglio ma certamente nel modo più corretto che la mente umana abbia a disposizione, visto che tutti abbiamo oltre alle virtù anche i vizi.
AA

PA ha detto...

Chiaramente e ovviamente la decisione da me proposta dovrebbe essere democraticamente condivisa dalla maggioranza dei politici.