sabato 24 novembre 2007

Per non dimenticare: lettera di un gen* (Genova 2001)






Conosco bene i "gen", ovvero i ragazzi del Movimento dei Focolari, lo son stato anch'io. Per questo pubblico volentieri la lettera di uno di loro, che ci ricorda con rammarico una parentesi molto triste della storia italiana recente.
Fini aveva dichiarato:"A genova voglio il pugno di ferro". E così fu...


"Così ricevo e così inoltro.
come spunto di riflessione e senza polemiche.
per chi ha avuto la sfortuna di vivere quei giorni, come me e Sara, ma almeno ha la fortuna di saper davvero quello che è successo. e chissà se è davvero una fortuna.
e per chi non c'era e necessita di una testimonianza di quei giorni terribili.
per non dimenticare. in un paese il nostro che dimentica presto, riflette poco, non s'indigna mai abbastanza, dove i soprusi sono all'ordine del giorno così come le conseguenti impunità.
perchè quei giorni, e a livello globale poi quello che accadde altrove un paio di mesi dopo, hanno segnato una forte frenata alle spinte di cambiamento verso un'italia e un mondo migliore, di pace, sviluppo e cooperazione che si potevano sognare con la fine dei blocchi contrapposti.
bisogna continuare, nonostante le amarezze, nonostante tutto.
andrea

> Mia figlia Sara è stata indagata (insieme ai 93 della Diaz) a partire dal 21
> luglio del 2001 e fino al mese di Febbraio del 2004 per associazione a
> delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio. Lo stesso reato per
> il quale oggi a Genova sono stati chiesti 224 anni e mezzo di carcere nel
> processo in corso a carico di 25 manifestanti.
>
> Se non si fossero trovate le prove del falso accoltellamento, delle false
> molotov (poi scomparse) della falsa sassaiola, dei falsi picconi, forse oggi
> Sara e i 93 della Diaz sarebbero insieme ai 25 manifestanti.
>
> Sono davvero sconcertata per l'evidente uso di due pesi e due misure, da una
> parte 224 anni e mezzo di carcere per 25 manifestanti accusati (come lo sono
> stati a lungo i 93 della Diaz) di far parte del black-bloc, dall'altra
> nessun indagato per il massacro alla Diaz. Perché non è stato possibile, non
> si è voluto, trovare coloro che fisicamente hanno ridotto in fin di vita
> almeno tre persone, ferito oltre 80 dei manifestanti presenti nella scuola.
> Non erano riconoscibili perché travisati, ci è stato detto.
>
> Gli imputati sono quelli che hanno firmato il verbale di perquisizione, uno
> dei quali rimasto sconosciuto, quelli che hanno partecipato alla costruzione
> dei falsi, loro non rischiano niente. Nessuno di loro è stato sospeso, molti
> promossi, insieme ai responsabili delle torture a Bolzaneto. La prescrizione
> si avvicina, l'indulto aiuta, nessuna pena verrà da loro scontata per aver
> rovinato la vita a 93 persone alla Diaz e ad oltre 200 a Bolzaneto.
>
> Nessuno è indagato per le violenze consumate nella caserma di Forte San
> Giuliano, nessuno per le violenze perpetrate nelle strade e nelle piazze e
> documentate dalle migliaia di testimonianze video che tutti noi abbiamo
> visto. Nessuno per la morte di Carlo Giuliani.
>
> Quale messaggio dietro a questa evidente disparità di trattamento? Che
> sfasciare una vetrina o un bancomat, aver partecipato ad un corteo
> autorizzato ed illegalmente e ripetutamente attaccato come in via Tolemaide,
> può costare una decina di anni di galera, mentre l'aver sparato ad altezza
> d'uomo, l'aver massacrato o torturato centinaia di persone si risolverà con
> un nulla di fatto?
>
> Se le richieste dei PM verranno accolte avremo 25 persone che pagheranno con
> anni di galera le colpe di tutti quelli che hanno permesso, voluto, che le
> manifestazioni anti-G8 del luglio del 2001 si trasformassero in una trappola
> per centinaia di migliaia di manifestanti.
>
> Chi avrebbe dovuto tutelare il diritto a manifestare si è rivelato incapace
> di gestire l'ordine pubblico ed ha permesso, autorizzato la più grande
> violazione dei diritti umani in un paese occidentale dal dopoguerra, come
> denunciato da Amnesty International.
>
> Enrica

Collegamenti:
http://www.youtube.com/watch?v=T89vCb1a71g
http://g82001.altervista.org/testimonianze20.htm
http://isole.ecn.org/filiarmonici/genova-2001-episodi.html
http://www.pressante.com/index.php?option=com_content&task=view&id=536&Itemid=32
http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_del_G8_di_Genova#L.27assalto_alla_scuola_Diaz

3 commenti:

Anonimo ha detto...

vero l'uso di 2 misure resta sempre il fatto da ricordare che tutto iniziò con l'assalto dei black block/teppisti alle forze dell'ordine in cui uno (Carlo Giuliani) perse la vita.ì, ma lì non c'era molto da scegliere o uno di loro o un poliziotto...il resto è frutto del delirio causato da ciò e non ha giustificazioni, come non è da "canonizzare" Carlo Giuliani

Andrea

PA ha detto...

Vero e triste,anzi direi insorpportabile per chi ama la giustizia. Se dovessi seguire il mio istinto, teppisti e black block li avrei cementati vivi. A Genova - e ci sono tantissime testimonianze di questo - i black block furono lasciati liberi di devastare, mentre persone con le mani alzate, pacifiche (vedi quelli della Rete di Lilliput,giornalisti,fedeli di tante comunità cristiane,gente comune...)sono state bastonate ferocemente o hanno rischiato di esserlo.
Questo non lascia molti dubbi sulla strategia che vi sta dietro...

PA ha detto...

Non è però esatto che tutto è iniziato con quello che dici.
Ovvero, la risposta della polizia è stata traslata verso persone che non c'entravano con i black block.
Ricordo che quel sabato ero davanti alla TV per vedere cosa succedeva. Si vedeva il corteo fermo,che aspettava di sfilare;la polizia, schierata, dall'altra parte.Ad un certo punto quest'ultima iniziò a lanciare dei lacrimogeni e la giornalista esclamò "ma perchè fanno questo???" ed un altro commentatore ribattè "perchè la folla è minacciosa" ma la folla era ferma che aspettava di partire e la giornalista lo rimarcò.
Il fatto è che chi era "armato" era pericoloso e non veniva attaccato, chi era a pacifico era anche indifeso e tranquillamente bastonabile.