domenica 10 maggio 2009

GENOCIDIO ARMENO




« Ragazzo mio, qual è la causa ancora oggi di tutto questo dolore? Non è aver perso delle persone care, o la nostra terra... È la consapevolezza di poter essere odiati così tanto. Che razza di umanità è che ci odia fino a questo punto e con che coraggio insiste nel negare il suo odio, finendo così per farci ancora più male? »

(Charles Aznavour, nella parte del regista Edward Saroyan nel film Ararat - Il monte dell'Arca di Atom Egoyan)


In vista dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea il negazionismo del governo turco ha creato difficoltà al negoziato. La Turchia continua tuttora a negare il genocidio ai danni degli armeni.
La Francia considera invece reato negarlo, ed è il paese che generalmente si pone come erede della tradizione Occidentale in Medio Oriente.
Il Parlamento Italiano si occupò del problema nel 1998 con una mozione presentata da Giancarlo Pagliarini per il riconoscimento dell'Olocausto armeno, firmata da 165 parlamentari di diversi partiti. Il 17 novembre del 2000 la camera dei deputati italiana, sulla scia del Parlamento Europeo e dello Stato Vaticano, ha votato una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e invita la Turchia a fare i conti con la propria storia.

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A differenza dell'Olocausto ebraico, riconosciuto e condannato da parte tedesca, quello armeno non è stato né riconosciuto né tanto meno condannato da parte della Turchia attuale che anzi, in ogni occasione, sia pubblicamente che riservatamente, continua a negare il fatto che sia mai avvenuto un genocidio degli armeni.

A tutt'oggi la Turchia spende ingenti somme per mistificare la storia e far tacitare tutti coloro che, specialmente nel mondo occidentale, reclamando una postuma giustizia per gli armeni, chiedono che il genocidio armeno venga riconosciuto in quanto tale dai vari paesi ed in primo luogo dalla Turchia. Per tacitare queste richieste la Turchia ancora oggi corrompe politici, studiosi e giornalisti occidentali affinché, affermando il falso, neghino che vi sia mai stato un genocidio armeno. Oltre a ciò ricorre alle minacce ed ai ricatti politici, come ha recentemente fatto con la Francia allorquando l'Assemblea Nazionale, prima, ed il Senato, poi, hanno riconosciuto il genocidio armeno.

Negli ultimi tempi, poi, sono stati messi in circolazione da parte della Turchia dei falsi documenti storici per depistare le ricerche degli studiosi del genocidio armeno. Il Ministero della Pubblica istruzione ha introdotto l'obbligo dell'insegnamento della storia dei rapporti fra i turchi da un lato ed armeni, greci, assiro-caldei da un altro. Scopo evidente di questo insegnamento, obbligatorio in tutte le scuole, è l'indottrinamento delle nuove generazioni sulla base della mistificazione della storia, della negazione del genocidio armeno e dello sterminio dei greci del Ponto e degli assiro-caldei.

Come se ciò non bastasse ad Istanbul e ad Ankara sono state intitolate vie e piazze ai nomi dei principali responsabili dello sterminio degli armeni. In onore di uno di essi,Talat pascià, è stato eretto un vero e proprio mausoleo ad Istanbul.

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