domenica 23 settembre 2007

Ideologie


Può succedere di tutto su questa terra, terremoti, maremoti, guerre nucleari, stermini, olocausti...Ma tutto è relativo: è minimo, è massimo, è grave, è ininfluente, è stupendo, è banale a seconda di ciò che l'ideologia comanda di dire. E di pensare.
Che tristezza... Iracheni vengono torturati da soldati americani. Forse solo parte di essi si comporta in questo modo. Ma se leggi Readers's Digest (la rivista più letta al mondo) i marines sono degli eroi che si spendono per il bene, con "Bravery.Compassion.Rage.Fear.Exhaustion.Grief.Relief.Resolve.And Faith.". Addirittura con fede. L'altra faccia della medaglia non esiste.
La verità forse non sta tutta intera da una parte ma è difficile dialogare con chi non si mette minimamente in discussione.
Ad esempio, l'ambiente è un tema che sta diventando di sinistra, perchè i verdi-comunisti sono più numerosi dei verdi verdi-con l'orso che ride (che cacchio si ride poi???)? O per qualke altro arcano motivo? Forse perchè a chi guarda unicamente il profitto dell'ambiente non gliene frega niente? Non mi pronuncio,ognuno pensi quello che vuole. Quando però un quotidiano come Avvenire dice determinate cose, a meno che pure i vescovi non abbiano preso una deriva "rossa", conviene fermarsi un attimo e pensare. La realtà è oggettiva o frutto dei nostri pensieri, come diceva qualke strafumato filosofo?

(Avvenire - 4 agosto 2007)
L'intervista - Il meteorologo Caroselli: «Tra le aree a rischio le isole e le zone costiere. Bisogna investire nelle energie rinnovabili»

«Il surriscaldamento causerà danni sempre maggiori»


Di Paolo M. Alfieri

«Tra le conseguenze del cambiamento climatico c'è anche sicuramente l'intensificazione dei fenomeni atmosferici. Non è un caso che le trombe d'aria, i cicloni tropicali, i tornado, e più in generale le precipitazioni, siano non solo sempre più frequenti ma anche molto più distruttive. Le intense piogge monsoniche che negli ultimi giorni si sono abbattute su India, Nepal e Bangladesh sono legate a questo processo in atto». A parlare è l'esperto meteorologo Guido Caroselli, che non nasconde la sua preoccupazione per le tendenze atmosferiche degli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda il riscaldamento dell'atmosfera.
L'aumento dei danni ambientali e umani è dunque una conseguenza del cambiamento climatico?
Sì, il riscaldamento del pianeta intensifica i fenomeni atmosferici perché conferisce loro più energia. In altri termini non siamo davanti soltanto a un innalzamento delle temperature, ma anche, per un principio della termodinamica, ad un aumento dell'energia sprigionata.
Quali sono le zone più a rischio del pianeta?
Innanzitutto le piccole isole, i cosiddetti «paradisi delle vacanze». Lo scioglimento dei ghiacciai da una parte, e la dilatazione dell'acqua stessa, dovuta al riscaldamento, provocano infatti l'innalzamento del livello del mare. Rischiano poi tante zone costiere, anche nel nostro Mar Mediterraneo. Città come Venezia e Alessandria d'Egitto, o dall'altra parte del mondo Miami, in Florida, rischiano di essere sommerse. Ciò non avverrà dal giorno alla notte, come si vede ogni tanto nei film catastrofici, ma in modo graduale.
Alcuni segnali preoccupanti del cambiamento climatico, comunque, sono visibili già adesso...
Sì, basti pensare, ad esempio, alla grande ondata di caldo che nel 2003 ha investito l'Europa, uccidendo migliaia di persone. O, l'anno prima, alle inondazioni subite da città come Praga e Dresda.
C'è ancora chi dice, però, che in realtà siamo davanti a semplici fenomeni naturali…
Coloro che mantengono queste posizioni o sono in buona fede, ma magari mentalmente pigri, oppure, non esito a dirlo, sono a libro paga di lobby legate alle fonti energetiche tradizionali, come quella del petrolio. Nel cambiamento climatico influiscono molto le cause antropiche, dovute cioè all'azione dell'uomo, innanzitutto proprio l'inquinamento dovuto alle emissioni dei gas prodotti dalla combustione dei fossili.
Bisogna invece cambiare decisamente rotta, e subito.
Quali sono le alternative?
Ci sono due strade. La prima, molto discussa, è il nucleare, che porta con sé però il problema delle scorie radioattive e della possibilità, anche se remota, di disastrosi incidenti nucleari. L'altra opzione è quella delle energie rinnovabili, come ad esempio il solare e l'eolico. Molti obiettano che per le rinnovabili sono necessari investimenti gravosi. E però vale la pena spenderli, questi soldi, per avere un domani dei risultati. Tra l'altro per l'Italia, ad esempio, investire in questo campo significherebbe anche aprire nuove prospettive occupazionali per i giovani, che verrebbero direttamente impegnati nella conservazione dell'ambiente e del territorio in cui vivono.

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