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lunedì 7 gennaio 2008

Dal New York Times importanti notizie su Stati Uniti, Cia e inchiesta sull'11/9


[from "Looking at America"]"...These are not the only shocking abuses of President Bush’s two terms in office, made in the name of fighting terrorism. There is much more — so much that the next president will have a full agenda simply discovering all the wrongs that have been done and then righting them.

We can only hope that this time, unlike 2004, American voters will have the wisdom to grant the awesome powers of the presidency to someone who has the integrity, principle and decency to use them honorably. Then when we look in the mirror as a nation, we will see, once again, the reflection of the United States of America..."

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C.I.A. Destroyed 2 Tapes Showing Interrogations


Stonewalled by the C.I.A


Looking at America

mercoledì 2 gennaio 2008

Cospirazioni



I trucchi dei potenti per legittimare azioni nefaste di potere sono vecchi come il mondo...



tratto da 30 giorni (mensile internazionale diretto da Giulio Andreotti), L’incendio di Roma e la prima persecuzione di Nerone - «Non risparmiò né Roma né il popolo» - L’incendio del luglio 64 da parte di Nerone e la conseguente persecuzione dei cristiani, di Marta Sordi
Fatta eccezione per Tacito (Annales XV, 38), che accanto alla versione dell’incendio provocato dolosamente da Nerone (dolo principis) conosce anche la versione di coloro che attribuivano al caso (forte) l’incendio stesso, tutte le fonti antiche lo attribuiscono con certezza a Nerone, dal contemporaneo Plinio il Vecchio, che è probabilmente alla base della tradizione successiva (Naturalis historia XVII, 1, 5), all’autore senechiano dell’Octavia, a Svetonio (Nero, 38), a Dione (LXII, 16, 18). Scoppiato il 19 luglio del 64, l’incendio durò, secondo Svetonio, sei giorni e sette notti, ma riprese subito, partendo dalle proprietà di Tigellino e alimentando così i sospetti contro l’imperatore, e si protrasse ancora per tre giorni, come risulta da un’iscrizione (CIL VI, 1, 829, che dà la durata di nove giorni).
I moderni tendono ormai a negare la responsabilità diretta di Nerone nell’incendio: tutte le fonti però sono d’accordo nel dire che furono viste persone che attizzavano l’incendio una volta che questo era iniziato. Per i colpevolisti essi agivano iussu principis, «per ordine dell’imperatore», per gli innocentisti, secondo i quali l’incendio era scoppiato per negligenza, per autocombustione, per il caldo estivo, per il vento, essi agivano «per poter esercitare più liberamente le loro rapine». Per Svetonio e per Dione, però, costoro erano cubicularii [camerieri] dell’imperatore e addirittura soldati, e la loro presenza poteva autorizzare i peggiori sospetti. Dal confronto fra Tacito e Svetonio risulta d’altra parte che misure precauzionali e interventi di soccorso furono interpretati come prove della colpevolezza di Nerone: in particolare l’abbattimento operato dai soldati col fuoco di edifici vicini a quella che sarà poi la Domus aurea e il divieto ai legittimi proprietari di avvicinarsi alle loro case per salvare il salvabile e per recuperare i morti, alimentarono molti sospetti. A tali sospetti contribuì anche l’attribuzione all’imperatore di un movente preciso: non tanto quello accettato come sicuro da Svetonio e da Dione, ma non da Tacito, del desiderio di veder perire Roma sotto il suo regno, come Priamo aveva visto perire Troia (desiderio coronato dal famoso canto), ma anche e soprattutto il disprezzo per la vecchia Roma, con le sue strade strette e i suoi vecchi edifici, e la volontà di cimentarsi in una grande impresa urbanistica, diventando il nuovo fondatore di Roma.
Tacito è il solo, fra le nostre fonti, a dire che Nerone, per far tacere le voci che lo accusavano dell’incendio, inventò la falsa accusa contro i cristiani (Annales XV, 44): la notizia viene a lui, certamente, dalla fonte colpevolista (per la fonte innocentista non c’erano colpevoli dell’incendio, scoppiato per caso), quindi, con ogni probabilità, da Plinio. Per Plinio, come per Tacito, i cristiani erano innocenti dell’incendio di Roma e il supplizio loro inflitto destava pietà, anche se i cristiani, incolpevoli dell’incendio, erano certamente colpevoli, per la nostra fonte, di una exitiabilis superstitio [funesto culto]. La testimonianza di Tacito, chiaramente ostile ai cristiani per la loro superstitio, ma convinto della loro innocenza nell’incendio, mostra l’infondatezza dell’ipotesi di coloro, fra i moderni, che accusano i cristiani di avere incendiato Roma per la loro fede nella imminente parusìa [ritorno di Cristo sulla terra].


tratto da UTET - Grande Dizionario Enciclopedico 1989, alla voce nazionalsocialismo

...nella Germania di quei giorni (ndr. 1933), com'era avvenuto nell'italia del 1922, molti esponenti della borghesia, ma anche molti socialdemocratici e comunisti (rispettivamente,l a seconda e la terza forza politica del paese) sottovalutarono il rischio insito nell'avvento al potere del nazionalsocialismo. D'altro canto va tenuto presente che la posizione di Hitler era ancora sostanzialmente debole. Egli guidava un governo privo dell'appoggio della maggioranza parlamentare, che si reggeva grazie al sostegno del presidente della Repubblica, sostitutivo, in casi eccezionali, di quello del Reichstag, in base all'art.48 della costituzione di Weimar. La prima mossa del nuovo cancelliere fu di sciogliere l'assemblea legislativa e di indire nuove elezioni per consolidare le basi parlamentari del governo e sottrarlo alla tutela del presidente della repubblica. Allo scopo di diffondere nell'opinione pubblica moderata e piccolo-borghese il timore di un progetto politico insurrezionale comunista, Hitler fece incendiare da Göring, d'accordo col nazista Frick, ministro dell'interno, l'edificio del Reichstag: episodio esemplare squisitamente simbolico, che segna l'inizio del rapido processo di edificazione della dittatura. Il giorno successivo, il "decreto per la difesa del popolo e dello stato" ne costituiva la prima pietra fondamentale, autorizzando limitazioni alla libertà personale, di espressione, di stampa, di riunione e di associazione, di domicilio, al segreto epistolare, al diritto di proprietà. Il provvedimento ripristinava inoltre la pena di morte per alcuni reati, poneva fine, di fatto, all'autonomia dei Länder e legalizzava, favorendone l'estensione su scala nazionale, gli interventi repressivi e violenti delle SA, esercitati in modo particolare contro il partito comunista e i suoi giornali...

giovedì 27 dicembre 2007

L’intervento di Robert Mcilvaine - padre di Robert Jr vittima nell’attentato dell’11 settembre, tra gli intervistati del film ZERO - al Maurizio Costa


sabato 15 dicembre 2007

"Zero - inchiesta sull'11 settembre" a Torino parte II


Cari amici,
dopo il cineforum nato dalla visione del film "Zero - inchiesta sull'11 settembre", mi urge dire alcune cose. La prima: ANDATELO A VEDERE!!
Andatelo a vedere, è fatto molto bene, le sale cinematografiche non l'hanno accettato perchè hanno paura. Non importa, lo si sapeva, volendo si può proiettarlo in circoli culturali, parrocchie ... ovunque ci siano persone interessate. E dovrebbero esserlo tutti. A partire, appunto, dai popoli delle parrocchie. Qualche genuflessione in meno e un po' più di occhi aperti su ciò che succede nel mondo è sacrosanto.
Andatelo a vedere , formatevi una coscienza critica, andate poi sul sito di Paolo Attivismo, un tizio famoso per svelare le bufale: vi accorgerete come sull'11 settembre si è rivelato essere un personaggio del tutto ridicolo e fazioso. Ma essere ridicoli su tali questioni equivale ad essere servi dei poteri forti, che non hanno alcun rispetto per l'ESSERE UMANO, equivale ad essere contro la verità. Scusate la spietatezza dell'affermazione ma i compromessi su queste cose non li concepisco.
Vi ricordo anche che Giulietto Chiesa è un giornalista ed un europarlamentare che mette a disposizione il suo stipendio per far sì che esistano associazioni come Megachip che hanno lo scopo di riportare la democrazia nell'informazione.
Giulietto Chiesa ha tanti amici, tra questi Alex Zanotelli, un prete che vive tra le baracche di nairobi con i poveri, e i missionari della Consolata (padre Peyron, che qualcuno conosce, è uno di quelli) che lo hanno sempre invitato in dibattiti su temi politico-sociali.
Forse nessuno, invece, tra quei personaggi intellettuali o presunti tali che sputano sentenze senza sporcarsi le mani e senza nemmeno conoscere da vicino le questioni di cui parlano.
Se volete info sul film contattatemi, i riferimenti li avete!

Il sito del film e dell'organizzazione
Rassegna stampa - Corriere della sera
Rassegna stampa - La Stampa

mercoledì 31 ottobre 2007

Robert Fisk: Even I question the 'truth' about 9/11


news.independent.co.uk

(traduzione in italiano)


[Robert FISK

Nato e cresciuto in Inghilterra, vive attualmente a Beirut. Possiede il titolo di Ph. D. in Scienze Politiche rilasciato dal Trinity College di Dublino ed ha ricevuto la laurea H.C. in Giornalismo dall'Università di Lancaster. Dal 1971 al 1975 è stato il corrispondente del Times a Belfast.
Dal 1976 in poi è stato corrispondente dal Medio Oriente, attualmente per The Independent, quotidiano londinese. Nei suoi reportage da questa regione ha documentato l'invasione del Libano da parte di Israele (1978-82), la rivoluzione in Iran (1979), la guerra tra Iran e Iraq (1980-88), l'invasione sovietica dell'Afghanistan (1980), la guerra del Golfo (1991), la guerra in Bosnia (1992-96) e il conflitto in Algeria (dal 1992 in poi).
Per la sua attività ha ricevuto i seguenti riconoscimenti:

* "Overall Media Award" di Amnesty International nel 1998
* "British International Journalist of the Year Award" (7 volte, l'ultima nel 1996)
* il premio "Johns Hopkins SIAS-CIBA" per il giornalismo internazionale nel 1996
* "United Nations Press Award" nel 1986]