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venerdì 26 marzo 2010
venerdì 19 marzo 2010
domenica 11 maggio 2008
Umiliazioni
dal sito di Megachip
C'è un politico in Italia che fonda il suo successo sulla violenza dell' insulto - preferibilmente verso chi non può difendersi - e sull'urlo mediatico sguaiato che riesce a mandare in onda. Questo politico si chiama Vittorio Sgarbi. Ce n'è un altro – stavolta fondatore e segretario di un partito vincente e prossimo ministro - che si gloria di straparlare di fucili padani e pallottole per i magistrati. Si chiama Umberto Bossi. Entrambi da decenni hanno libero accesso su tutte le tv d'Italia e in parlamento. Il primo si trovava all'ultima puntata di Anno zero. C'è un manipolo (definizione dell'antica Roma) di politici di successo che ritengono l'improperio violento lo strumento privilegiato del loro “messaggio”. La vicenda Petruccioli-Santoro-Grillo viene ben ultima. L'insulto di Grillo a Veronesi e l'improprio accenno al presidente della repubblica sono stati del tutto inopportuni. Questi insulti, conosciuti da sette giorni dai lettori dei quotidiani, hanno urtato la suscettibilità del presidente della Rai. Il quale però è restato del tutto indifferente al putiferio di urla, insulti e irrisioni che Sgarbi ha scatenato durante tutta la trasmissione, a vivi e morti. Quelli non lo umiliano. E non lo umilia il livello offensivo raggiunto da gran parte dei programmi tv, specie del cosiddetto intrattenimento. Avremmo noi un rimprovero per Anno zero e per Santoro, perché mai invitare l'urlatore Sgarbi? Ma questo, chissà perché, sembra non abbia umiliato nessuno.
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