Visualizzazione post con etichetta turchia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta turchia. Mostra tutti i post

lunedì 9 novembre 2009

Duemilaotto: record di violazioni dei diritti umani


dal sito euronews

Il duemilaotto è stato un anno record per la Corte europea dei diritti dell’Uomo. Si calcola infatti che siano state presentate il venti per cento in piu’ delle denunce rispetto all’anno precedente.

La crescita esponenziale delle richieste di intervento è in gran parte legate al conflitto russo-georgiano intorno alle regioni indipendentiste dell’Abkazia ed Ossezia del Sud.

Dall’agosto del duemilaotto sono infatti giunte alla corte europea dei diritti dell’uomo circa tremilatrecento denunce contro la Georgia da parte di soldati russi e di abitanti dell’Ossezia del Sud.

L’anno scorso sono state in tutto cinquantamila le richieste di intervento. In particolare provenienti da Russia, Turchia, Romania e Ucraina.

La pubblicazione di queste cifre non è piaciuta a Mosca che lamenta di essere vittima di una politicizzazione dei dati, numeri non verificati dalle proprie autorità, dice.

La Russia esprime secondo alcuni una certa irritazione per le continue richieste della Corte di ratificare il “protocollo quattordici” della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo che permetterebbe di accellerare gli accertamenti.

lunedì 8 giugno 2009

Genocidio greco

PER NON DIMENTICARE E CAPIRE, VALUTARE IL PRESENTE

domenica 10 maggio 2009

GENOCIDIO ARMENO




« Ragazzo mio, qual è la causa ancora oggi di tutto questo dolore? Non è aver perso delle persone care, o la nostra terra... È la consapevolezza di poter essere odiati così tanto. Che razza di umanità è che ci odia fino a questo punto e con che coraggio insiste nel negare il suo odio, finendo così per farci ancora più male? »

(Charles Aznavour, nella parte del regista Edward Saroyan nel film Ararat - Il monte dell'Arca di Atom Egoyan)


In vista dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea il negazionismo del governo turco ha creato difficoltà al negoziato. La Turchia continua tuttora a negare il genocidio ai danni degli armeni.
La Francia considera invece reato negarlo, ed è il paese che generalmente si pone come erede della tradizione Occidentale in Medio Oriente.
Il Parlamento Italiano si occupò del problema nel 1998 con una mozione presentata da Giancarlo Pagliarini per il riconoscimento dell'Olocausto armeno, firmata da 165 parlamentari di diversi partiti. Il 17 novembre del 2000 la camera dei deputati italiana, sulla scia del Parlamento Europeo e dello Stato Vaticano, ha votato una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e invita la Turchia a fare i conti con la propria storia.

Continua a leggere su http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_armeno


A differenza dell'Olocausto ebraico, riconosciuto e condannato da parte tedesca, quello armeno non è stato né riconosciuto né tanto meno condannato da parte della Turchia attuale che anzi, in ogni occasione, sia pubblicamente che riservatamente, continua a negare il fatto che sia mai avvenuto un genocidio degli armeni.

A tutt'oggi la Turchia spende ingenti somme per mistificare la storia e far tacitare tutti coloro che, specialmente nel mondo occidentale, reclamando una postuma giustizia per gli armeni, chiedono che il genocidio armeno venga riconosciuto in quanto tale dai vari paesi ed in primo luogo dalla Turchia. Per tacitare queste richieste la Turchia ancora oggi corrompe politici, studiosi e giornalisti occidentali affinché, affermando il falso, neghino che vi sia mai stato un genocidio armeno. Oltre a ciò ricorre alle minacce ed ai ricatti politici, come ha recentemente fatto con la Francia allorquando l'Assemblea Nazionale, prima, ed il Senato, poi, hanno riconosciuto il genocidio armeno.

Negli ultimi tempi, poi, sono stati messi in circolazione da parte della Turchia dei falsi documenti storici per depistare le ricerche degli studiosi del genocidio armeno. Il Ministero della Pubblica istruzione ha introdotto l'obbligo dell'insegnamento della storia dei rapporti fra i turchi da un lato ed armeni, greci, assiro-caldei da un altro. Scopo evidente di questo insegnamento, obbligatorio in tutte le scuole, è l'indottrinamento delle nuove generazioni sulla base della mistificazione della storia, della negazione del genocidio armeno e dello sterminio dei greci del Ponto e degli assiro-caldei.

Come se ciò non bastasse ad Istanbul e ad Ankara sono state intitolate vie e piazze ai nomi dei principali responsabili dello sterminio degli armeni. In onore di uno di essi,Talat pascià, è stato eretto un vero e proprio mausoleo ad Istanbul.

Continua a leggere su http://www.voce-armena.info/HHH/scheda_genocidio_armeno.htm

martedì 5 maggio 2009

Stupro etnico

Alla metà degli anni novanta il Mgk (Consiglio per la sicurezza nazionale) dichiarò che «l'alto tasso di natività tra la popolazione kurda» rappresentava un «pericolo per la sicurezza della Turchia». Per contrastare questo «crescente pericolo» il Mgk istituì un pacchetto di misure di «controllo delle nascite». La sterilizzazione era una di queste misure. Attraverso l'iniezione di un cocktail di ormoni centinaia di donne kurde (a loro insaputa) vennero rese sterili.
Continua a leggere su www.ecologiasociale.org

martedì 28 aprile 2009

Turchia, un paese sotto tortura. Omicidi, sevizie.

La denuncia del rapporto della Fondazione per i diritti umani
PATRIZIO GONNELLA - Il Manifesto, 29 Giugno 1999
Il professor Veli Lök dirige la Fondazione per i Diritti Umani (Hrft) a Izmir in Turchia. E' un medico e si occupa di riabilitazione delle vittime della tortura. Quando l'ho incontrato la prima volta nel 1997, raccontava che in Turchia la tortura non era il frutto dell'eccesso di zelo di un funzionario alla ricerca delle prove di accusa, bensì una pratica sistematica di governo, utilizzata, in particolar modo, contro i movimenti e i partiti di opposizione nel sud-est del paese. La Turchia è l'unico paese europeo ad essere stato condannato per ben due volte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura.
Nei giorni drammatici della vicenda Ocalan, è stato arrestato ad Ankara Akin Birdal, leader dell'Associazione per i diritti umani della Turchia. Prima di essere incarcerato nella prigione di Ankara - dove deve scontare due anni di reclusione a seguito delle sue denunce al Comitato europeo per la prevenzione della tortura sugli abusi nelle carceri e nelle stazioni di polizia -, Birdal ha dichiarato che non c'è libertà di espressione e di pensiero in Turchia. "Stare dentro o fuori dal carcere non è molto diverso. Fuori è come un carcere aperto".
L'arresto di Birdal ha fatto crescere le preoccupazioni per la sorte di Lök, che solo pochi giorni prima aveva inviato all'associazione Antigone l'ultimo rapporto redatto dalla sua Fondazione sui diritti umani in Turchia. E guarda caso il rapporto si apre proprio con il racconto di un oscuro attentato ai danni di Birdal. E' legittimo sospettare che il tentato omicidio sia connesso alla sua attività a favore dei diritti umani.
Nel rapporto si ribadisce che la tortura in Turchia è ritenuta efficace pratica di governo. I centri della fondazione funzionano come unità di strada in prossimità delle stazioni di polizia e delle carceri. Raccolgono per le vie i torturati. Sono, però, soltanto una minoranza quelli che accettano poi di presentare denuncia, poiché temono ritorsioni. Ad esempio, quando nell'ottobre del 1997, trenta studenti sono stati torturati a Devutlar, solo uno di loro ha presentato denuncia. Il rapporto descrive in tragica sequenza, caso per caso, tutti gli abusi di cui i medici della Hrft sono venuti a conoscenza. Ecco alcuni esempi.
Morire in stato di detenzione. Mehmet Yavuz, 21 anni, morto sotto tortura negli uffici di sicurezza di Adana, dopo essere stato arrestato il giorno prima a Diyarbakir. Suo padre racconta: "Gli ufficiali di polizia hanno verbalizzato che Mehmet sarebbe morto per infarto. Ma c'erano ferite in tutto il corpo. La sua testa e le braccia erano rotte. Il corpo era pieno di bruciature di sigarette. Le unghie erano state estirpate".
Sparizioni forzate. Metin Andas, 46 anni, arrestato e condannato a 3 anni e 9 mesi per avere partecipato ad una manifestazione ambientalista a Bergama, è scomparso dopo essere entrato in prigione. Da 180 settimane un gruppo di madri, ogni sabato, manifesta davanti alle stazioni di polizia per avere notizia dei propri figli scomparsi. Molte di queste madri sono state arrestate.
Tortura. 350 persone, nei soli primi sei mesi del 1998, hanno chiesto aiuto al Centro di riabilitazione e trattamento della Hrft. Trentasette sono le tecniche di tortura riscontrate nei centri. Destinatari privilegiati sono gli oppositori politici, ma non solo. Un ufficiale di polizia, Onder Topbas, accusato di omicidio, durante il processo ha affermato di essere stato torturato durante gli interrogatori: "Mi dissero che avrebbero violentato mia moglie. Io preferirei cadere nelle mani del Pkk piuttosto che, nuovamente, in quelle della polizia di Istanbul".
Impunità dei torturatori. I torturatori sono protetti, incoraggiati, spesso promossi ed assegnati ad altri più prestigiosi incarichi. Le perizie medico-legali, cruciali nel comprovare i maltrattamenti, sono spesso condotte senza l'ausilio di esami specialistici. Molti procedimenti si estinguono per prescrizione.
Il rapporto presenta un paese governato con il terrore e con la violenza. Ora si spera che non vi siano ritorsioni per Lök e gli altri membri della Fondazione. Essi ripetono continuamente: "Più il nostro lavoro è pubblicizzato, più siamo conosciuti all'estero, più aumenta la pressione internazionale sulla Turchia, meno le nostre vite sono a rischio".

domenica 5 aprile 2009

Turchia in Europa????????













Si parla ormai da tempo della possibilità dell'ingresso in Europa della Turchia.
Le belle spiagge, la bella Istanbul la musica e il sapore di oriente sembra che abbiano creato una specie di velo magico dove le enormi differenze in negativo con l'Europa rimangono nascoste.
Ma se si solleva il velo e si guarda cosa succede nella stanza dei bottoni della politica, se ci si informa sulle carceri turche e sul livello dei diritti umani, se si approfondisce la questione curda ecc. si capisce ben presto che le bellezze, pur reali e piacevoli sono accompagnate da brutalità e nefandezze incompatibili con chi come me si sente cittadino di un continente dove i diritti umani, seppur spesso travolti, rimangono un valore saldo e diffuso. Mai e mai poi mai, se non cambiano le cose, accetterò che un paese dove accadono tutt'oggi fatti gravissimi sia parte della comunità europea ed esorto tutti a prendere coscienza della situazione. Di seguito alcuni articoli presi qua e là su internet.



In Turchia nell'ultimo decennio più di 250.000 persone sono state arrestate e torturate per ragioni politiche. Molte delle più efferate torture sono state subite dai Curdi che abitano nella regione sud-orientale della Turchia.