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domenica 14 febbraio 2010

Per la serie chi fa patti con la destra non fa mai nulla di buono...

da il venerdì di repubblica, 12 febbraio 2010 - Curzio Maltese

E così il povero Dino Boffo, eletto suo malgrado a vittima sacrificale della libertà di stampa, sarebbe stato soltanto la vittima di un regolamento di conti all’interno dei poteri cattolici. E’ proprio vero che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca.

Non abbiamo mai creduto alla favola del conflitto fra il berlusconismo militante e i vescovi. Troppi affari, troppi favori reciproci. In realtà “Il Giornale” di Feltri, rovinando la reputazione di Boffo, non aveva voluto sfidare la Chiesa cattolica, ma al contrario fare un piacere ai vertici ecclesiastici, che avevano urgenza di cambiare il direttore di “Avvenire”.

Feltri stesso ha indicato a Boffo i suoi veri nemici, il cardinale Bertone e il direttore de “L’Osservatore Romano”, Giovanni Maria Vian. Con tanti saluti alla ‘campagna laicista’ additata da tutti, vittima e carnefici, come origine delle maldicenze. I laici sono troppo fessi per ricorrere a simili mezzi, Se qualcuno si professa ancora laico e anticlericale, nell’Italia di oggi, è segno che si tratta di un inguaribile idealista. Mentre nella Santa chiesa si trova sempre una manina o una manona pronta a scrivere e a distribuire false informative sulla vita sessuale di un avversario interno, lesta nello spargere veleni.

Un osservatore acuto come Filippo Ceccarelli si domanda la ragione dell’esplosione di cinismo politico negli ambienti vaticani. Certo, non si tratta di una novità assoluta. Ma negli ultimi decenni una mutazione genetica ha accelerato i processi di scissione interna, conflitto e addirittura di guerra tra bande. E’ l’effetto della benedizione papale – prima di Wojtyla e ancor di più con Ratzinger – al sistema delle sette. E’ una setta l’Opus Dei, determinata ad accrescere il proprio potere dentro e fuori la Chiesa. E’ una setta Comunione e Liberazione, il cui potere economico e politico nella Lombardia di Formigoni è superiore di gran lunga persino a quello esercitato dal Psi di Craxi.

Nella visione dei due ultimi papi, le sette avrebbero dovuto essere le avanguardie di una Chiesa messa in minoranza dalla società. Si stanno rivelando, al rovescio, una minaccia mortale per gli equilibri interni. Nella mentalità delle sette, chi sta fuori è in ogni caso un nemico, pure se appartiene alla stessa fede. Questo è il costume imposto da Opus Dei e CL alle lotte interne, ma va detto che le gerarchie vi si sono adattate con un certo entusiasmo.

Quanto al rapporto col berlusconismo, è forse l’unico elemento comune fra tutte le bande in guerra. Alla fine, dove lo trovi un altro governo così servizievole?