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venerdì 30 ottobre 2009

Marco Travaglio - Le Verità Di Beppe Grillo (Anno Zero 08-05-08)

lunedì 20 ottobre 2008

dal blog di Grillo (MARZO 2008)



Dal blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2008/03/2008_1929/index.html

Le previsioni sulla crisi del mercato immobiliare negli Stati Uniti sono da infarto. Vi ricordate i subprime, i mutui concessi a chiunque senza verificarne il reddito e trasformati in fondi di investimento piazzati a destra e a manca? La banca vendeva il mutuo e anche il fondo con il mutuo dentro. Geniale. Alcune banche, come la Northern Rock, sono saltate per aria e il valore del loro titolo azionario è stato quasi azzerato.
Ben Bernanke, il capo della Federal Reserve, aveva previsto, nel luglio 2007, il danno al sistema finanziario americano in 100 miliardi di dollari. La Goldman Sachs ha poi rivisto la stima a 500 miliardi dollari. Nouriel Roubini della New York University Stern School of Business ha di recente alzato la posta fino a una perdita di 3.000 miliardi di dollari. Una cifra pari al 20% del PIL degli Stati Uniti. Sempre Roubini valuta un effetto collaterale sulla Borsa statunitense in una perdita di 5.600 miliardi di dollari.
Il pessimismo di Roubini, o forse realismo, si spinge fino a prevedere una perdita di valore complessiva equivalente all’intero PIL annuo degli Stati Uniti. Il valore delle case è diminuito di almeno il 10% dai massimi e si ipotizza una perdita di un ulteriore 20%.
Chi sta pagando un mutuo spesso consegna le chiavi di casa alla banca quando si accorge che l’ipoteca sull’immobile è superiore al valore di mercato. La banca deve quindi svalutare il suo patrimonio immobiliare. Per rientrare dalle perdite (voragini) finanziarie chiede il rientro dei crediti a rischio. E vende i titoli più esposti.
Scende il valore delle banche, dei titoli, delle case e, all’improvviso, nessuno fa più prestiti. Il valore del dollaro crolla, 63.000 posti di lavoro in meno in febbraio 2008. In questi casi si parla sempre di un nuovo 1929, dato lo scenario non è escluso che possa succedere. Gli economisti ipotizzano la più grande crisi finanziaria dagli anni ’30.
L’italiano medio con il suo stipendio tra i più bassi d’Europa, le tasse tra le più alte del mondo e servizi pubblici indecenti può credersi al riparo da questo tsunami finanziario. Peggio di così gli sembra difficile. Qualche piccola precauzione è comunque meglio prenderla per non rovinarsi del tutto. Per chi non ha soldi, non fare nessun debito. Per chi ne ha ancora qualcuno non investire in fondi e rimandare l’acquisto della casa.
Verso la catastrofe con ottimismo.

domenica 11 maggio 2008

Umiliazioni



dal sito di Megachip

C'è un politico in Italia che fonda il suo successo sulla violenza dell' insulto - preferibilmente verso chi non può difendersi - e sull'urlo mediatico sguaiato che riesce a mandare in onda. Questo politico si chiama Vittorio Sgarbi. Ce n'è un altro – stavolta fondatore e segretario di un partito vincente e prossimo ministro - che si gloria di straparlare di fucili padani e pallottole per i magistrati. Si chiama Umberto Bossi. Entrambi da decenni hanno libero accesso su tutte le tv d'Italia e in parlamento. Il primo si trovava all'ultima puntata di Anno zero. C'è un manipolo (definizione dell'antica Roma) di politici di successo che ritengono l'improperio violento lo strumento privilegiato del loro “messaggio”. La vicenda Petruccioli-Santoro-Grillo viene ben ultima. L'insulto di Grillo a Veronesi e l'improprio accenno al presidente della repubblica sono stati del tutto inopportuni. Questi insulti, conosciuti da sette giorni dai lettori dei quotidiani, hanno urtato la suscettibilità del presidente della Rai. Il quale però è restato del tutto indifferente al putiferio di urla, insulti e irrisioni che Sgarbi ha scatenato durante tutta la trasmissione, a vivi e morti. Quelli non lo umiliano. E non lo umilia il livello offensivo raggiunto da gran parte dei programmi tv, specie del cosiddetto intrattenimento. Avremmo noi un rimprovero per Anno zero e per Santoro, perché mai invitare l'urlatore Sgarbi? Ma questo, chissà perché, sembra non abbia umiliato nessuno.

martedì 11 settembre 2007

V-day


Ero in vacanza a prendere il sole e purtroppo ho mancato al V-day.
Un certo topozozo scrive: "Non vorrei diventare monotono, ma ieri sera il TG1 mi è sembrato davvero preoccupante.
Per tutto il giornale ha regnato un ostinato silenzio sul V-day di Beppe Grillo, a parte qualche inevitabile riflesso nelle recenti dichiarazioni di alcuni politici (tra cui quelle di Casini e Bertinotti, peraltro riferite dalla conduttrice).
Mi sembra quasi grottesco che il primo telegiornale nazionale ignori deliberatamente quello che, nel bene o nel male, è stato un evento di rilievo accaduto nel panorama politico-sociale italiano. E dire che il TG1, come tanti altri notiziari, è sempre pronto a nutrirsi di qualsiasi fatterello, anche il più insignificante.
Tanto per fare un esempio, sempre nell'edizione delle 20 di ieri un servizio si è occupato dei risultati di un sondaggio sulle 50 automobili più brutte del mondo. In altre parole, un giornalista ha imbastito un intero servizio su una banalissima notiziola pescata in rete, rivestendola poi con qualche immagine di repertorio e parlandoci sopra con inconsistente ironia. Un approccio discutibile all'informazione, peccato che su RaiUno questo capiti quasi ogni giorno. Probabilmente è questo il Servizio Pubblico 2.0 secondo Riotta.
Come se non bastasse, nella stessa edizione è stato propinato ai telespettatori un servizio sul testamento di Pavarotti e sulla conseguente spartizione del patrimonio, con tanto di previsioni su imminenti guerre tra eredi e lezioncina di un notaio sui meccanismi che regolano la successione. L'ennesimo esempio di buon gusto e serietà giornalistica.
Forse si stava meglio ai tempi di Mimun, in ogni caso urge correre ai ripari: nei prossimi giorni raccomando astinenza completa dal TG1 e consiglio frequenti approvvigionamenti presso fonti informative diverse, pulite, magari scomode, possibilmente indipendenti."

Come dargli torto?
Se non siete mai stati, o se ve lo siete dimenticato, il sito (blog) di Beppe Grillo è raggiungibile qui.