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venerdì 30 luglio 2010

"Faremo un processo a chi ci vuole processare"

Chissà se saremo costretti ancora una volta a ringraziare ... o passeremo ad altre modalità?

ilfattoquotidiano.it, 30 luglio 2010

Governo Gomorra


Mesi durissimi attendono il Paese. Come potete leggere nei servizi de ilfattoquotidiano.it,Silvio Berlusconi gioca il tutto per tutto e adesso sogna di varare un governo in stile Gomorra. Il problema del Cavaliere, anche se la maggior parte dei commentatori sedicenti liberali continua a far finta di non accorgersene, è sempre lo stesso: la giustizia. Anzi, le inchieste e i processi. Che coinvolgono lui e i suoi amici.

La decisione della Corte costituzionale di fissare per il 14 dicembre l’udienza in cui verrà discussa la legge sul legittimo impedimento lo ha spinto così a rompere gli indugi, a perdere ogni freno inibitorio, e a iniziare un furioso corteggiamento a parlamentari di opposizione, alcuni dei quali francamente impresentabili. È prevedibile infatti che la Consulta, dopo aver visto una serie di suoi membri restare indirettamente coinvolti nello scandalo della nuova P2, ci metterà pochissimo a dichiarare quello che tutti sanno e che anche il Quirinale avrebbe fatto meglio a sapere: le norme che evitano al premier e ai suoi ministri di essere processati durante la durata del loro mandato sono palesemente incostituzionali.

La prospettiva per Berlusconi è insomma quella di finire molto presto davanti al Tribunale di Milano per rispondere della presunta corruzione dell’avvocato inglese David Mills. Anzi della certa corruzione di Mills, visto che il legale, come ha stabilito la Cassazione, ha sicuramente incassato mazzette per dire il falso davanti ai giudici (e salvare il premier da una condanna nel processo per le vecchie tangenti alla Guardia di Finanza).

Berlusconi sa benissimo che nel momento in cui dovesse ricominciare il suo dibattimento si arriverebbe a una sentenza nel giro di poche settimane. Il fatto storico è già stato accertato (i 600mila dollari dati a Mills e la testimonianza taroccata in favore del Cavaliere). E resta solo da stabilire se tra le prove raccolte ci siano abbastanza elementi per condannare come corruttore il leader del Popolo della Libertà (a questo punto provvisoria).

Una brutta situazione, insomma. Anche perché proprio le indagini sulla nuova P2 hanno fatto saltare, o reso incerte, le amicizie su cui il Cavaliere sperava di poter contare nella magistratura meneghina.

Di qui l’idea, partorita non adesso, ma alcuni mesi fa, di trovare una sponda in quella parte di Udc che si riconosce in Totò Cuffaro, l’ex governatore siciliano condannato in primo e secondo grado per favoreggiamento aggravato alla mafia e sulla testa del quale pende ora anche una richiesta di 10 anni di pena per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’operazione, come il fattoquotidiano.it è in grado di rivelare, è cominciata quando Cuffaro ha dato il suo assenso al passaggio di molti suoi fedelissimi nelle file della nuova Democrazia Cristianadel sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe Pizza, un vecchio arnese della prima repubblica legato agli ambienti più svariati.

Come ha scritto a suo tempo L’Espresso una parte consistente delle tessere della Dc fanno però capo al braccio destro di Berlusconi, Marcello Dell’Utri, condannato in secondo grado a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. E così il disegno di Berlusconi diventa evidente. Anche se Cuffaro e Beppe Drago – l’altro leader dell’Udc siciliana corteggiato dal premier – adesso smentiscono un passaggio dai banchi dell’opposizione a quelli della maggioranza (cosa altro potrebbero fare?).

Il Cavaliere vuole trovare in Parlamento i numeri sufficienti per garantire l’approvazione anche alla Camera della cosiddetta norma sul processo breve (quella che prevede di far morire tutti i dibattimenti che non vengono conclusi nel giro in lasso di tempo prestabilito). Non per niente proprio oggi il capogruppo Pdl nella commissione Giustizia di Montecitorio, Enrico Costa, ha chiesto che l’esame del processo breve venisse immediatamente calendarizzato in settembre alla ripresa dei lavori.

Ma con 33 deputati già passati a Fini, per Berlusconi è molto difficile credere di riuscire a votare la legge senza rischiare ogni giorno improvvisi rovesci. Di qui la manovra per arrivare a Cuffaro e una dozzina di parlamentari calabresi, siciliani e campani a lui legati. Tutti parlamentari da aggiungere a vari esponenti del gruppo misto e del centrosinistra, come Daniela Melchiorre o Riccardo Villari, già in procinto di cambiare casacca.

Il Cavaliere ingolosisce tutti non solo con l’offerta di posti e prebende. Ma anche con la promessa (molto gradita alle varie cricche d’Italia) di costituire una commissione d’inchiesta parlamentare sull’uso politico della giustizia. Una commissione che, come scrive oggi Repubblica, avrà gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria. “Faremo un processo a chi ci vuole processare”, avrebbe detto – secondo il quotidiano – un falco del Pdl.

Se Berlusconi ce la fa, insomma, il Paese va verso una governo Gomorra. Con una maggioranza sostenuta da pregiudicati, indagati e condannati – in primo e secondo grado – per fatti di mafia (Cosentino, Dell’Utri e Cuffaro) e politici sotto inchiesta per mazzette e ricostituzione di associazioni segrete. Tutti uniti da un solo obbiettivo: farla franca. Per sempre.

mercoledì 10 giugno 2009

Il caso Mills visto dagli inglesi

Riporto di seguito articolo originale e traduzione preso dal sito della BBC su Berlusconi ed il caso Mills. Cosa direbbe Testa d'Asfalto? Che la BBC è comunista? Stalinista? Solo perchè dice cose a dir poco imbarazzanti su di lui?


Italy unmoved by Berlusconi bribe case

By Duncan Kennedy
BBC News, Rome

David Mills
David Mills says he is intending to appeal against his conviction

The British corporate lawyer, David Mills, has been found guilty of accepting a bribe in return for giving false evidence in two court cases.

It is claimed Mills received a pay-off amounting to $600,000 (around £350,000) from Italian Prime Minister Silvio Berlusconi.

A court in Milan has sentenced Mills to four years and six months. He says he is innocent and will appeal.

The case goes back to two trials involving Mr Berlusconi in 1997 and 1998.

In short, it was claimed Mills was paid to keep quiet about the prime minister's offshore companies, so Mr Berlusconi could avoid paying tax.

Mills was an expert witness in tax affairs and his evidence is believed to have helped clear Mr Berlusconi.

Mills is said to have used the money he received to pay off the mortgage on the London home that he shared with Tessa Jowell, Britain's Olympics minister.

A UK parliamentary inquiry cleared Ms Jowell of any involvement. The couple are now separated.

The prosecution in this latest trial have tried to portray the whole case as being about power and money.


Winning an appeal would go a long way to establishing not only Mills's innocence but also restoring his reputation


Power for Silvio Berlusconi. Money for David Mills.

Will Mills actually go to prison and where does the case leave the Italian prime minister?

Probably not, is the answer to the first question.

Mills has already told the BBC he intends to appeal and says he has solid grounds for doing so.

He's very angry that it has all come to this and thinks he's the victim of political manoeuvrings.

Under Italy's glacial legal system any appeal process could take another one, two, three or more years.

That could then run up against the country's statute of limitations, which cuts in after seven and a half years.

Immunity laws

So, he could win his appeal, but even if he doesn't, the prosecution might simply run out of time to convict him.

Either way he would walk.

For someone like David Mills winning an appeal would be much more favourable, as it would go a long way to establishing not only his innocence but also restoring his reputation.

As for Mr Berlusconi, he has a built-in get-out-jail-free card, at least for now.

His own administration controversially passed an immunity from prosecution law last year for himself and a handful of other senior ministers.

So he can't be touched whilst in office. However, the charges are suspended, they don't go away.

Case veteran

Yet, even if they did come back to haunt him after he left office, Mr Berlusconi has a proven track record of exhausting all appeals procedures under Italian law.

Mr Berlusconi insists he is innocent, and denies paying Mr Mills.
Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi cannot be prosecuted while he is in office

He is no stranger to the Italian legal system, with one estimate claiming he has been involved in 2,500 hearings during his long career.

In some cases he has even been found guilty. The charges in the past have included corruption, false accounting and bribery.

But he's never been to jail as he has always either won on appeal, was acquitted or benefited from those statute of limitation laws.

To give you an indication of Italians' views on their prime minister and his brushes with the law, on the day the Mills verdict came through there was barely a handful of television news camera crews in Milan to cover it.

It was just not deemed that newsworthy.

Voter forgiveness

Imagine the same in other countries, where the leader of the government was implicated in a massive bribery scam. You wouldn't be able to move outside the court for microphones and camera lenses.

But not in Italy.

Here, there is a quiet resignation among ordinary Italians that sailing close to the legal wind has become a trademark of their leader and the odd squall just shows he's human. It adds to his flamboyant appeal.

It seems that as long as he doesn't steer the great ship Italy towards the rocks, then Italians are prepared to forgive Mr Berlusconi.

It certainly doesn't stop them voting for him, as was proved by last year's overwhelming electoral success in the general election.

But there could be a sting in the tale for Mr Berlusconi.

There is a serious movement here to get rid of his new immunity laws.

If those supporting it can persuade the courts that they have enough - legitimate - signatures, they could force a referendum.

That might leave Mr Berlusconi more exposed.

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Traduzione

L’Italia impassibile di fronte al caso di corruzione di Berlusconi

L’avvocato britannico David Mills é stato trovato colpevole di aver accettato una tangente in cambio di false testimonianze in due casi giudiziari.
E’ stato dichiarato che Mills ha ricevuto 350mila sterline dal primo ministro italiano Silvio Berlusconi.
Una corte di Milano ha sentenziato Mills a quattro anni e sei mesi. Lui dichiara innocente e di voler fare ricorso in appello.
Il caso riporta a due processi riguardanti Berlusconi nel 1997 e 1998.
In breve, é stato dichiarato che Mills fu pagato per restare reticente sulle compagnie offshore del primo ministro, di modo che Berlusconi potesse evitare di pagare le tasse.
Mills era un testimone esperto sulle tassazioni e le sue prove sono state considerate di aiuto allo scagionamento di Berlusconi.
Mills ha dichiarato di aver usato il denaro ricevuto per pagare il mutuo sulla sua casa londinese che condivideva con Tessa Jowell, ministro britannico per i giochi olimpici.
Un’indagine di un parlamentare Britannico ha scagionato la signora Jowell da ogni coinvolgimento. La coppia é ora separata.
L’accusa in quest’ultimo processo ha tentato di ritrarre l’intero caso come riguardante potere e denaro.
Potere per Silvio Berlusconi. Denaro per David Mills.
Mills andrá effettivamente in prigione? E come lascerá questo caso il primo ministro italiano?
Probabilmente no, é la risposta alla prima domanda.
Mills ha giá comunicato a BBC che intende fare ricorso in appello e sostiene di avere solide basi per farlo.
E’ molto arrabbiato dal fatto che si sia arrivati a questo punto e sostiene di essere vittima di una manipolazione politica.
Sotto il glaciale sistema legale italiano qualunque processo d’appello potrebbe richiedere uno, due, o altri tre anni.
Ció potrebbe poi incorrere nello statuto delle limitazione del paese, che giunge dopo sette anni e mezzo.
Pertanto, egli potrebbe vincere l’appello, ma anche se non lo facesse, l’accusa potrebbe semplicemente esaurire il tempo per incarcerarlo.
In ogni caso la scamperebbe.
Per una persona come Mills vincere un appello sarebbe molto piú favorevole, concorrendo non solo a stabilire la sua innocenza ma anche a ricostruire la sua reputazione.
In quanto a Mr Berlusconi, lui ha un biglietto uscita-gratis-di prigione incorporato, almeno per il momento.
La sua stessa amministrazione ha controversalmente passato un’immunitá dalle accuse di legge lo scorso anno per se stesso e un’altra manciata di senatori e ministri.
Dunque non puó essere toccato mentre é in carica. Ad ogni modo, le accuse sono sospese, non se ne andranno.
Tuttavia, anche se lo tornassero a infestare dopo aver lasciato l’ufficio, Mr Berlusconi ha una consolidata conoscenza di tutti i ricorsi in appello della legge italiana.
Mr Berlusconi insiste di essere innocente, e nega di aver pagato Mr Mills
Lui non é estraneo al sistema legale italiano, con una stima di 2500 udienze nel corso della sua lunga carriera.
In alcuni casi é stato persino giudicato colpevole. Le accuse in passato hanno incluso corruzione, falso in bilancio e concussione.
Ma non é mai stato in prigione in quanto ha sempre vinto in appello, patteggiato o beneficiato di quegli statuti di limitazione di legge.
Per darvi un’indicazione del parere degli italiani sul loro primo ministro e le sue “spazzate” alla legge, il giorno del verdetto a Mills erano presenti a malapena una manciata di reporters a Milano per seguire la notizia.
E’ stato semplicemente considerata una notizia non cosí importante.
Immaginate lo stesso in altri paesi, dove il capo del governo fosse implicato in un massiccio caso di frode per corruzione. Non sarebbe in grado di uscire dalla corte per via dei microfoni e delle videocamere.
Ma non in Italia.
Qua, c’é la quieta rassegnazione tra gli ordinari italiani tanto che veleggiare vicino al vento della legalitá é diventato un marchio di fabbrica del loro leader ed una strana bufera mostra soltanto quanto é umano. Anzi ne aggiunge al suo estroverso appeal.
Pare che fintanto lui non viri la grande nave italiana verso le rocce (Nda: Nessuno tocchi il Grande Fratello) gli italiani siano pronti a perdonare Mr Berlusconi.
Di certo questo non li ferma dal votarlo, come é stato provato dallo stupefacente successo elettorale dello scorso anno alle elezioni generali.
Ma potrebbe esserci ancora una sorpresa nella fiaba di Berlusconi.
C’é un serio movimento che mira a liberarsi delle sue leggi immunitarie.
Se coloro che lo supportano riescono a persuadere le corti che possiedono sufficienti -legittimate- firme, potrebbero forzare un referendum.
Questo potrebbe lasciare Mr Berlusconi piú esposto.

mercoledì 25 febbraio 2009

"Mills fu corrotto dalla Fininvest"

Dal Corriere della Sera

Il Tribunale di Milano ha condannato l'avvocato per un bonifico di 600mila dollari
La tesi dei pm, accolta dalla corte, è che servirono a evitare due condanne a Berlusconi


al legale inglese 4 anni e 6 mesi
Di Pietro: "In un paese normale il premier si sarebbe già dimesso". Forza Italia: "Giustizia politica"


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