sabato 20 giugno 2009

Il mio concetto di democrazia

Vorrei scrivere nuovamente qualcosa di personale, questa volta a proposito di democrazia. Del mio concetto di democrazia.
Come sempre i miei sono pensieri scritti un po' di getto, magari un po' sfrontati, un po' grezzi ma sicuramente schietti e sinceri.
Democrazia significa governo del popolo. Ora, se il popolo si disinteressa alle "cose comuni", ha senso che esprima le sue opinioni con lo stesso potere di uno che se ne interessa, che spende tempo, energie, soldi?
Secondo me no, nel modo più assoluto. Il sistema di voto attuale è drogato, è fittizziamente democratico. Nell'essenza è un sistema antidemocratico. Visto che ciò conta è l'essenza, non la facciata (se non si era ancora capito dai miei discorsi!), ne conseguono alcune considerazioni:
- chi non si informa, non si interessa, non ha coscienza della realtà e va a votare, nel farlo è condizionato da stereotipi, luoghi comuni... La sua non è partecipazione alla vita democratica ma APPOGGIO AL SISTEMA che più di altri, grazie alla capacità di farsi sentire (che dipende anche molto dai SOLDI), dalla bravura nel comunicare (marketing politico), riesce a condizionare una coscienza molle, plasmabile soprattutto con argomentazioni che puntano sull'emotività e non sulla razionalità. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la democrazia: il voto di costui andrebbe negato.
Se si concorda fino a qui, ci si può accordare sul come, non è un problema.
- se i politici hanno commesso dei crimini non possono governare. Perchè solo alcuni esponenti politici - e con essi i loro elettori - sono d'accordo con una considerazione così semplice e banale? Perchè l'Italia è un paese di trafficoni, aummaummoni, clieantari, pappamolli e mafiosi. Che condizionano la cultura più di quanto riescano a fare persone di buona volontà.
Per me democrazia significa che al governo devono andare persone con degli ideali, con dei valori,
con un minimo di cultura. Se non è così è come avere dei ginecologi misogeni: che senso ha?
Nessuno, pertanto non c'è niente che abbia a che fare con la democrazia con politici che pensano al loro tornaconto prima del bene comune.
In sintesi: voto a chi si interessa il bene comune, rappresentanza a chi interessa il bene comune.
E' questa un'affermazione da comunisti? Fascisti? Bigotti?
Non me ne frega niente, sinceramente. Gli ideologisti non hanno a che fare con la democrazia, tantomeno con me.

venerdì 12 giugno 2009

Berlusconi: "siamo noi il partito dei cattolici" (2 marzo 2008)

Non abbiamo alcun dubbio che i cattolici votino Berlusconi: i dubbi, piuttosto, vertono su qustioni quali "di che pasta sono fatti questi cattolici, qual è la loro consistenza, la loro coerenza????".
Io una risposta ce l'ho: fumo, il fumo dell'oppio...















mercoledì 10 giugno 2009

Il caso Mills visto dagli inglesi

Riporto di seguito articolo originale e traduzione preso dal sito della BBC su Berlusconi ed il caso Mills. Cosa direbbe Testa d'Asfalto? Che la BBC è comunista? Stalinista? Solo perchè dice cose a dir poco imbarazzanti su di lui?


Italy unmoved by Berlusconi bribe case

By Duncan Kennedy
BBC News, Rome

David Mills
David Mills says he is intending to appeal against his conviction

The British corporate lawyer, David Mills, has been found guilty of accepting a bribe in return for giving false evidence in two court cases.

It is claimed Mills received a pay-off amounting to $600,000 (around £350,000) from Italian Prime Minister Silvio Berlusconi.

A court in Milan has sentenced Mills to four years and six months. He says he is innocent and will appeal.

The case goes back to two trials involving Mr Berlusconi in 1997 and 1998.

In short, it was claimed Mills was paid to keep quiet about the prime minister's offshore companies, so Mr Berlusconi could avoid paying tax.

Mills was an expert witness in tax affairs and his evidence is believed to have helped clear Mr Berlusconi.

Mills is said to have used the money he received to pay off the mortgage on the London home that he shared with Tessa Jowell, Britain's Olympics minister.

A UK parliamentary inquiry cleared Ms Jowell of any involvement. The couple are now separated.

The prosecution in this latest trial have tried to portray the whole case as being about power and money.


Winning an appeal would go a long way to establishing not only Mills's innocence but also restoring his reputation


Power for Silvio Berlusconi. Money for David Mills.

Will Mills actually go to prison and where does the case leave the Italian prime minister?

Probably not, is the answer to the first question.

Mills has already told the BBC he intends to appeal and says he has solid grounds for doing so.

He's very angry that it has all come to this and thinks he's the victim of political manoeuvrings.

Under Italy's glacial legal system any appeal process could take another one, two, three or more years.

That could then run up against the country's statute of limitations, which cuts in after seven and a half years.

Immunity laws

So, he could win his appeal, but even if he doesn't, the prosecution might simply run out of time to convict him.

Either way he would walk.

For someone like David Mills winning an appeal would be much more favourable, as it would go a long way to establishing not only his innocence but also restoring his reputation.

As for Mr Berlusconi, he has a built-in get-out-jail-free card, at least for now.

His own administration controversially passed an immunity from prosecution law last year for himself and a handful of other senior ministers.

So he can't be touched whilst in office. However, the charges are suspended, they don't go away.

Case veteran

Yet, even if they did come back to haunt him after he left office, Mr Berlusconi has a proven track record of exhausting all appeals procedures under Italian law.

Mr Berlusconi insists he is innocent, and denies paying Mr Mills.
Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi cannot be prosecuted while he is in office

He is no stranger to the Italian legal system, with one estimate claiming he has been involved in 2,500 hearings during his long career.

In some cases he has even been found guilty. The charges in the past have included corruption, false accounting and bribery.

But he's never been to jail as he has always either won on appeal, was acquitted or benefited from those statute of limitation laws.

To give you an indication of Italians' views on their prime minister and his brushes with the law, on the day the Mills verdict came through there was barely a handful of television news camera crews in Milan to cover it.

It was just not deemed that newsworthy.

Voter forgiveness

Imagine the same in other countries, where the leader of the government was implicated in a massive bribery scam. You wouldn't be able to move outside the court for microphones and camera lenses.

But not in Italy.

Here, there is a quiet resignation among ordinary Italians that sailing close to the legal wind has become a trademark of their leader and the odd squall just shows he's human. It adds to his flamboyant appeal.

It seems that as long as he doesn't steer the great ship Italy towards the rocks, then Italians are prepared to forgive Mr Berlusconi.

It certainly doesn't stop them voting for him, as was proved by last year's overwhelming electoral success in the general election.

But there could be a sting in the tale for Mr Berlusconi.

There is a serious movement here to get rid of his new immunity laws.

If those supporting it can persuade the courts that they have enough - legitimate - signatures, they could force a referendum.

That might leave Mr Berlusconi more exposed.

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Traduzione

L’Italia impassibile di fronte al caso di corruzione di Berlusconi

L’avvocato britannico David Mills é stato trovato colpevole di aver accettato una tangente in cambio di false testimonianze in due casi giudiziari.
E’ stato dichiarato che Mills ha ricevuto 350mila sterline dal primo ministro italiano Silvio Berlusconi.
Una corte di Milano ha sentenziato Mills a quattro anni e sei mesi. Lui dichiara innocente e di voler fare ricorso in appello.
Il caso riporta a due processi riguardanti Berlusconi nel 1997 e 1998.
In breve, é stato dichiarato che Mills fu pagato per restare reticente sulle compagnie offshore del primo ministro, di modo che Berlusconi potesse evitare di pagare le tasse.
Mills era un testimone esperto sulle tassazioni e le sue prove sono state considerate di aiuto allo scagionamento di Berlusconi.
Mills ha dichiarato di aver usato il denaro ricevuto per pagare il mutuo sulla sua casa londinese che condivideva con Tessa Jowell, ministro britannico per i giochi olimpici.
Un’indagine di un parlamentare Britannico ha scagionato la signora Jowell da ogni coinvolgimento. La coppia é ora separata.
L’accusa in quest’ultimo processo ha tentato di ritrarre l’intero caso come riguardante potere e denaro.
Potere per Silvio Berlusconi. Denaro per David Mills.
Mills andrá effettivamente in prigione? E come lascerá questo caso il primo ministro italiano?
Probabilmente no, é la risposta alla prima domanda.
Mills ha giá comunicato a BBC che intende fare ricorso in appello e sostiene di avere solide basi per farlo.
E’ molto arrabbiato dal fatto che si sia arrivati a questo punto e sostiene di essere vittima di una manipolazione politica.
Sotto il glaciale sistema legale italiano qualunque processo d’appello potrebbe richiedere uno, due, o altri tre anni.
Ció potrebbe poi incorrere nello statuto delle limitazione del paese, che giunge dopo sette anni e mezzo.
Pertanto, egli potrebbe vincere l’appello, ma anche se non lo facesse, l’accusa potrebbe semplicemente esaurire il tempo per incarcerarlo.
In ogni caso la scamperebbe.
Per una persona come Mills vincere un appello sarebbe molto piú favorevole, concorrendo non solo a stabilire la sua innocenza ma anche a ricostruire la sua reputazione.
In quanto a Mr Berlusconi, lui ha un biglietto uscita-gratis-di prigione incorporato, almeno per il momento.
La sua stessa amministrazione ha controversalmente passato un’immunitá dalle accuse di legge lo scorso anno per se stesso e un’altra manciata di senatori e ministri.
Dunque non puó essere toccato mentre é in carica. Ad ogni modo, le accuse sono sospese, non se ne andranno.
Tuttavia, anche se lo tornassero a infestare dopo aver lasciato l’ufficio, Mr Berlusconi ha una consolidata conoscenza di tutti i ricorsi in appello della legge italiana.
Mr Berlusconi insiste di essere innocente, e nega di aver pagato Mr Mills
Lui non é estraneo al sistema legale italiano, con una stima di 2500 udienze nel corso della sua lunga carriera.
In alcuni casi é stato persino giudicato colpevole. Le accuse in passato hanno incluso corruzione, falso in bilancio e concussione.
Ma non é mai stato in prigione in quanto ha sempre vinto in appello, patteggiato o beneficiato di quegli statuti di limitazione di legge.
Per darvi un’indicazione del parere degli italiani sul loro primo ministro e le sue “spazzate” alla legge, il giorno del verdetto a Mills erano presenti a malapena una manciata di reporters a Milano per seguire la notizia.
E’ stato semplicemente considerata una notizia non cosí importante.
Immaginate lo stesso in altri paesi, dove il capo del governo fosse implicato in un massiccio caso di frode per corruzione. Non sarebbe in grado di uscire dalla corte per via dei microfoni e delle videocamere.
Ma non in Italia.
Qua, c’é la quieta rassegnazione tra gli ordinari italiani tanto che veleggiare vicino al vento della legalitá é diventato un marchio di fabbrica del loro leader ed una strana bufera mostra soltanto quanto é umano. Anzi ne aggiunge al suo estroverso appeal.
Pare che fintanto lui non viri la grande nave italiana verso le rocce (Nda: Nessuno tocchi il Grande Fratello) gli italiani siano pronti a perdonare Mr Berlusconi.
Di certo questo non li ferma dal votarlo, come é stato provato dallo stupefacente successo elettorale dello scorso anno alle elezioni generali.
Ma potrebbe esserci ancora una sorpresa nella fiaba di Berlusconi.
C’é un serio movimento che mira a liberarsi delle sue leggi immunitarie.
Se coloro che lo supportano riescono a persuadere le corti che possiedono sufficienti -legittimate- firme, potrebbero forzare un referendum.
Questo potrebbe lasciare Mr Berlusconi piú esposto.

lunedì 8 giugno 2009

Genocidio greco

PER NON DIMENTICARE E CAPIRE, VALUTARE IL PRESENTE

domenica 10 maggio 2009

GENOCIDIO ARMENO




« Ragazzo mio, qual è la causa ancora oggi di tutto questo dolore? Non è aver perso delle persone care, o la nostra terra... È la consapevolezza di poter essere odiati così tanto. Che razza di umanità è che ci odia fino a questo punto e con che coraggio insiste nel negare il suo odio, finendo così per farci ancora più male? »

(Charles Aznavour, nella parte del regista Edward Saroyan nel film Ararat - Il monte dell'Arca di Atom Egoyan)


In vista dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea il negazionismo del governo turco ha creato difficoltà al negoziato. La Turchia continua tuttora a negare il genocidio ai danni degli armeni.
La Francia considera invece reato negarlo, ed è il paese che generalmente si pone come erede della tradizione Occidentale in Medio Oriente.
Il Parlamento Italiano si occupò del problema nel 1998 con una mozione presentata da Giancarlo Pagliarini per il riconoscimento dell'Olocausto armeno, firmata da 165 parlamentari di diversi partiti. Il 17 novembre del 2000 la camera dei deputati italiana, sulla scia del Parlamento Europeo e dello Stato Vaticano, ha votato una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e invita la Turchia a fare i conti con la propria storia.

Continua a leggere su http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_armeno


A differenza dell'Olocausto ebraico, riconosciuto e condannato da parte tedesca, quello armeno non è stato né riconosciuto né tanto meno condannato da parte della Turchia attuale che anzi, in ogni occasione, sia pubblicamente che riservatamente, continua a negare il fatto che sia mai avvenuto un genocidio degli armeni.

A tutt'oggi la Turchia spende ingenti somme per mistificare la storia e far tacitare tutti coloro che, specialmente nel mondo occidentale, reclamando una postuma giustizia per gli armeni, chiedono che il genocidio armeno venga riconosciuto in quanto tale dai vari paesi ed in primo luogo dalla Turchia. Per tacitare queste richieste la Turchia ancora oggi corrompe politici, studiosi e giornalisti occidentali affinché, affermando il falso, neghino che vi sia mai stato un genocidio armeno. Oltre a ciò ricorre alle minacce ed ai ricatti politici, come ha recentemente fatto con la Francia allorquando l'Assemblea Nazionale, prima, ed il Senato, poi, hanno riconosciuto il genocidio armeno.

Negli ultimi tempi, poi, sono stati messi in circolazione da parte della Turchia dei falsi documenti storici per depistare le ricerche degli studiosi del genocidio armeno. Il Ministero della Pubblica istruzione ha introdotto l'obbligo dell'insegnamento della storia dei rapporti fra i turchi da un lato ed armeni, greci, assiro-caldei da un altro. Scopo evidente di questo insegnamento, obbligatorio in tutte le scuole, è l'indottrinamento delle nuove generazioni sulla base della mistificazione della storia, della negazione del genocidio armeno e dello sterminio dei greci del Ponto e degli assiro-caldei.

Come se ciò non bastasse ad Istanbul e ad Ankara sono state intitolate vie e piazze ai nomi dei principali responsabili dello sterminio degli armeni. In onore di uno di essi,Talat pascià, è stato eretto un vero e proprio mausoleo ad Istanbul.

Continua a leggere su http://www.voce-armena.info/HHH/scheda_genocidio_armeno.htm

martedì 5 maggio 2009

Noam Chomsky speaks about stopping terrorism-Turkey example

Stupro etnico

Alla metà degli anni novanta il Mgk (Consiglio per la sicurezza nazionale) dichiarò che «l'alto tasso di natività tra la popolazione kurda» rappresentava un «pericolo per la sicurezza della Turchia». Per contrastare questo «crescente pericolo» il Mgk istituì un pacchetto di misure di «controllo delle nascite». La sterilizzazione era una di queste misure. Attraverso l'iniezione di un cocktail di ormoni centinaia di donne kurde (a loro insaputa) vennero rese sterili.
Continua a leggere su www.ecologiasociale.org

In Gomorra, Saviano ci aveva avvertito che le case degli Abruzzesi erano piene di sabbia

da www.byteliberi.com e da www.terrelibere.it

E' importante sapere e non solo piangere.

Capire a chi stiamo in mano e che sta utilizzando questa tragedia solo per raccogliere voti per le prossime elezioni!

In Gomorra, Saviano ci aveva avvertito che le case degli Abruzzesi erano piene di sabbia

Davvero toccante rileggere ora, dopo la tragedia in Abruzzo, le parole di Saviano nel libro "Gomorra". Aprite a pagina 236 e leggete:

".Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova."

Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell'Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?

Impregilo! Si, sempre lei.

La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che è riuscita a incrementare esponenzialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi.
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi.

La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

E' l'Impregilo che ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta.


Chi diavolo è questa società dall'enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei?
Anche questa volta la passerà liscia?


PS:
Se per qualcuno la prima fonte non fosse sufficiente segnalo che basta andare sul sito dell'Impregilo e ricercare "Ospedale" per leggere:

In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che all'estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
In Italia
. Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21 camere operatorie.
. Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all'avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3, 210 posti letto, 7 camere operatorie.
. Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
. Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
. Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
. Ospedale di Viareggio: 80.000 m2, 600 posti letto.
. Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.
Inoltre, ospedali a L'Aquila, Cerignola e Menaggio.


Oppure ricercare direttamente "San Salvatore" per leggere:

Tra le acquisizioni effettuate giova ricordare:

Autopista Oriente Poniente (Cile), RSU Campania, Rio Chillon (Perù), Ospedale St. David's (Inghilterra), Chattahoochee tunnel e Laboratorio Fermi (Stati Uniti), Strada Ebocha-Ndoni (Nigeria), Ospedale San Salvatore (L'Aquila) e ristrutturazione Hyatt Hotel (Milano).

martedì 28 aprile 2009

Turchia, un paese sotto tortura. Omicidi, sevizie.

La denuncia del rapporto della Fondazione per i diritti umani
PATRIZIO GONNELLA - Il Manifesto, 29 Giugno 1999
Il professor Veli Lök dirige la Fondazione per i Diritti Umani (Hrft) a Izmir in Turchia. E' un medico e si occupa di riabilitazione delle vittime della tortura. Quando l'ho incontrato la prima volta nel 1997, raccontava che in Turchia la tortura non era il frutto dell'eccesso di zelo di un funzionario alla ricerca delle prove di accusa, bensì una pratica sistematica di governo, utilizzata, in particolar modo, contro i movimenti e i partiti di opposizione nel sud-est del paese. La Turchia è l'unico paese europeo ad essere stato condannato per ben due volte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura.
Nei giorni drammatici della vicenda Ocalan, è stato arrestato ad Ankara Akin Birdal, leader dell'Associazione per i diritti umani della Turchia. Prima di essere incarcerato nella prigione di Ankara - dove deve scontare due anni di reclusione a seguito delle sue denunce al Comitato europeo per la prevenzione della tortura sugli abusi nelle carceri e nelle stazioni di polizia -, Birdal ha dichiarato che non c'è libertà di espressione e di pensiero in Turchia. "Stare dentro o fuori dal carcere non è molto diverso. Fuori è come un carcere aperto".
L'arresto di Birdal ha fatto crescere le preoccupazioni per la sorte di Lök, che solo pochi giorni prima aveva inviato all'associazione Antigone l'ultimo rapporto redatto dalla sua Fondazione sui diritti umani in Turchia. E guarda caso il rapporto si apre proprio con il racconto di un oscuro attentato ai danni di Birdal. E' legittimo sospettare che il tentato omicidio sia connesso alla sua attività a favore dei diritti umani.
Nel rapporto si ribadisce che la tortura in Turchia è ritenuta efficace pratica di governo. I centri della fondazione funzionano come unità di strada in prossimità delle stazioni di polizia e delle carceri. Raccolgono per le vie i torturati. Sono, però, soltanto una minoranza quelli che accettano poi di presentare denuncia, poiché temono ritorsioni. Ad esempio, quando nell'ottobre del 1997, trenta studenti sono stati torturati a Devutlar, solo uno di loro ha presentato denuncia. Il rapporto descrive in tragica sequenza, caso per caso, tutti gli abusi di cui i medici della Hrft sono venuti a conoscenza. Ecco alcuni esempi.
Morire in stato di detenzione. Mehmet Yavuz, 21 anni, morto sotto tortura negli uffici di sicurezza di Adana, dopo essere stato arrestato il giorno prima a Diyarbakir. Suo padre racconta: "Gli ufficiali di polizia hanno verbalizzato che Mehmet sarebbe morto per infarto. Ma c'erano ferite in tutto il corpo. La sua testa e le braccia erano rotte. Il corpo era pieno di bruciature di sigarette. Le unghie erano state estirpate".
Sparizioni forzate. Metin Andas, 46 anni, arrestato e condannato a 3 anni e 9 mesi per avere partecipato ad una manifestazione ambientalista a Bergama, è scomparso dopo essere entrato in prigione. Da 180 settimane un gruppo di madri, ogni sabato, manifesta davanti alle stazioni di polizia per avere notizia dei propri figli scomparsi. Molte di queste madri sono state arrestate.
Tortura. 350 persone, nei soli primi sei mesi del 1998, hanno chiesto aiuto al Centro di riabilitazione e trattamento della Hrft. Trentasette sono le tecniche di tortura riscontrate nei centri. Destinatari privilegiati sono gli oppositori politici, ma non solo. Un ufficiale di polizia, Onder Topbas, accusato di omicidio, durante il processo ha affermato di essere stato torturato durante gli interrogatori: "Mi dissero che avrebbero violentato mia moglie. Io preferirei cadere nelle mani del Pkk piuttosto che, nuovamente, in quelle della polizia di Istanbul".
Impunità dei torturatori. I torturatori sono protetti, incoraggiati, spesso promossi ed assegnati ad altri più prestigiosi incarichi. Le perizie medico-legali, cruciali nel comprovare i maltrattamenti, sono spesso condotte senza l'ausilio di esami specialistici. Molti procedimenti si estinguono per prescrizione.
Il rapporto presenta un paese governato con il terrore e con la violenza. Ora si spera che non vi siano ritorsioni per Lök e gli altri membri della Fondazione. Essi ripetono continuamente: "Più il nostro lavoro è pubblicizzato, più siamo conosciuti all'estero, più aumenta la pressione internazionale sulla Turchia, meno le nostre vite sono a rischio".

domenica 5 aprile 2009

Turchia in Europa????????













Si parla ormai da tempo della possibilità dell'ingresso in Europa della Turchia.
Le belle spiagge, la bella Istanbul la musica e il sapore di oriente sembra che abbiano creato una specie di velo magico dove le enormi differenze in negativo con l'Europa rimangono nascoste.
Ma se si solleva il velo e si guarda cosa succede nella stanza dei bottoni della politica, se ci si informa sulle carceri turche e sul livello dei diritti umani, se si approfondisce la questione curda ecc. si capisce ben presto che le bellezze, pur reali e piacevoli sono accompagnate da brutalità e nefandezze incompatibili con chi come me si sente cittadino di un continente dove i diritti umani, seppur spesso travolti, rimangono un valore saldo e diffuso. Mai e mai poi mai, se non cambiano le cose, accetterò che un paese dove accadono tutt'oggi fatti gravissimi sia parte della comunità europea ed esorto tutti a prendere coscienza della situazione. Di seguito alcuni articoli presi qua e là su internet.



In Turchia nell'ultimo decennio più di 250.000 persone sono state arrestate e torturate per ragioni politiche. Molte delle più efferate torture sono state subite dai Curdi che abitano nella regione sud-orientale della Turchia.

martedì 24 marzo 2009

domenica 1 marzo 2009

E voi, cosa ne pensate?




Questa è l'immagine del manifesto che l'UAAR ha deciso di porre sui 100 spazi pubblicitari acquistati nella città di Pescara.
I militanti di Forza Nuova hanno già dichiarato guerra. Giusto? Sbagliato?
Io credo che la paura sia tipica dei miscredenti e che Gesù abbia dato una risposta chiara e certa: "Non abbiate paura, io ho vinto il mondo! (Gv. 16, 33)".
Più che dichiarare guerra forse dovremmo un po' più riflettere su dove sta andando il mondo e avere un po' meno paura di chi, ad ogni modo, il problema di Dio se lo pone.

mercoledì 25 febbraio 2009

FERMARSI ED ASCOLTARE: DOVE VANNO GIUSTIZIA E FINANZE ITALIANE

"Mills fu corrotto dalla Fininvest"

Dal Corriere della Sera

Il Tribunale di Milano ha condannato l'avvocato per un bonifico di 600mila dollari
La tesi dei pm, accolta dalla corte, è che servirono a evitare due condanne a Berlusconi


al legale inglese 4 anni e 6 mesi
Di Pietro: "In un paese normale il premier si sarebbe già dimesso". Forza Italia: "Giustizia politica"


Continua a leggere la notizia sul sito del Corriere della Sera